I giochi tradizionali lombardi
Un mix di memoria, ingegno e divertimento
Esploriamo le tradizioni che ci parlano di comunità, creatività e festa. I giochi tradizionali lombardi sono molto più di semplici passatempi: sono veri e propri strumenti di memoria, identità e coesione sociale. Nel 2022 l’Unesco ha riconosciuto il loro valore, inserendoli nel Registro delle Buone Pratiche per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, e Regione Lombardia, insieme ad AGA Associazione Giochi Antichi, supporta le comunità che li custodiscono attraverso il progetto Comunità in rete per la salvaguardia del patrimonio ludico lombardo.
I giochi e le comunità che li custodiscono
Radicati nei paesaggi rurali, nei borghi e lungo le sponde dei nostri laghi, questi giochi ci raccontano storie di abilità, ingegno e collaborazione. Dalla pianura alla montagna, da riva a riva, ogni comunità mantiene viva la propria tradizione, con strumenti artigianali e regole tramandate oralmente. Scopriamo queste dodici pratiche e proviamole anche noi, condividendo la bellezza e il fascino dei giochi regionali.
Ciärämèlä / Gioco della Lippa, Mede (PV)
Diffuso in tutta la Lomellina, ci ritroviamo nelle cascine che un tempo animavano il paesaggio agrario dove due “lippadur” si sfidano a chi lancerà più lontano la ciärämèlä, un piccolo fuso di legno posato in terra, usando un bastone chiamato bac. La festa del Palio di Mede celebra ogni anno il valore delle campagne e di questo antico gioco durante la seconda domenica di settembre.
Morra, Barbariga (BS)
Velocità, astuzia e intuito: sono queste le qualità che ci servono per giocare a morra, tentando di indovinare la somma delle dita mostrate dai nostri avversari. A Barbariga e nel territorio bresciano circostante, La Compagnia della Morra gioca durante feste e sagre ricordando le partite in osteria della generazione precedente e impegnandosi a rinnovare le prospettive di questa tradizione. E anche in questo caso, tra una partita e l’altra non manca mai un piatto di casoncelli a ricordarci che gioco e convivialità vanno sempre insieme.
Sbürla la rôda, Fossacaprara (CR)
Qui, sulle rive del Po’, immaginiamo di spingere con l’Associazione OltreFossa e con le squadre di ogni contrada imponenti rotoballe di paglia da 250 kg lungo percorsi precisi, imparando a dosare forza ed equilibrio. Il movimento delle ruote ci riporta alle macine dei mulini, che venivano fatte rotolare lungo gli argini, mentre il legame con la comunità si rafforza ad ogni spinta.
Bisse, Desenzano del Garda (BS)
Sul lago di Garda, ci mettiamo in piedi sulle Bisse, imbarcazioni leggere eredi dei “bissoni” dei pescatori. Collaborazione e armonia sono essenziali per vincere il Palio “Bandiera del Lago”: in programma nei mesi estivi e conteso da 11 comuni del Lago di Garda e del Lago d’Iseo.
Pirlì, Gaverina Terme (BG)
Tra le valli bergamasche, tiriamo una trottola con una cordicella su tavoli di legno decorati che riproducono il territorio, abbattendo birilli per proseguire nel percorso che conduce al castello, totalizzando più punti possibile. Ogni tavolo è un piccolo capolavoro artigianale e richiede mesi di costruzione o restauro. A partire dagli anni 90, la Cooperativa l’Innesto ha recuperato diversi Pirlì, promuovendo così la rivitalizzazione del gioco.
Bàla Creèla, Gianico (BS)
Nei borghi stretti della Val Camonica, colpiamo la bàla, una piccola palla piena e soda, con la Creèla, un tamburello artigianale. L’accordo sulle regole e sulle modalità, che variano a seconda del campo di gioco, generano spesso accanite discussioni. Per fortuna, a tranquillizzare tutti c’è la tipica merenda a base di vino, salumi e formaggi locali, o intorno allo “spiedo”, che secondo la tradizione deve essere pagata dai giocatori delle squadre perdenti.
Palla elastica, Sabbio Chiese (BS)
Nella Val Trompia e in altre aree montane del Bresciano, giochiamo a palla elastica lungo le strade dei paesi, luoghi che forniscono a ciascuna sfida una connotazione particolare. Dal 2009, con il riconoscimento ufficiale di questo sport e la nascita della G.S. Palla elastica, queste partite si sono trasformate in tornei provinciali e nazionali. Nel tempo, anche gli strumenti di gioco sono mutati: al posto della tradizionale crela, oggi utilizziamo una semplice pallina da tennis senza pelo, mantenendo viva la pratica pur cambiandone alcune sfumature.
Ruzzolone, Corsico (MI)
Nel contesto urbano milanese, ci ritroviamo a ruzzolare dischi di legno legati a una corda di canapa, cercando di completare il tracciato fino ai biffi, pali che indicano il traguardo, con meno tiri di ruzzola possibile. Qui, la memoria dei borghi d’origine si fonde con la vita della città e la convivialità delle merende comunitarie, fatte di salumi, formaggi e specialità tipiche.
Birilli e piastre, Marmirolo (MN)
Nasce come gioco da osteria e in poco tempo diventa, insieme al calcio e al tamburello, una delle attività più praticate nella comunità di Marmirolo. Giochiamo soprattutto per stare insieme, spesso fino a tarda sera, sapendo che chi perde offrirà il riso agli altri. Durante le partite disponiamo quattro birilli mantovani, ciascuno con un punteggio diverso, a quattordici metri dal lanciatore, e li colpiamo con lanci precisi di un disco di ferro. In passato, più di quindici società mantovane si sfidavano regolarmente, il martedì il giovedì e il sabato.
Naèt, Montisola (BS)
Sulle acque del Lago d’Iseo o di Garda, remiamo sui naet, imbarcazioni di legno storicamente utilizzate per la pesca, e oggi trasformate in barche sportive per la voga in piedi. Se un tempo potevamo dilettarci sui naet per puro svago, oggi questo sport ha dato vita a delle vere e proprie sfide tra equipaggi, il cui obiettivo è quello di coprire una certa distanza prima dell’imbarcazione rivale.
Tamburello, Dossena (BG)
Giochiamo in un campo al centro di Dossena, paese che vive il tamburello come parte della propria identità. Tra le case e la chiesa, a mille metri di altitudine, troviamo uno spazio sempre aperto dove adulti e bambini possono incontrarsi per giocare. Con una società attiva da oltre cinquant’anni, una squadra femminile in Serie A e tanti giovani coinvolti, il gioco continua a evolversi. Anche gli strumenti cambiano: al posto del tamburello tradizionale in pelle e legno oggi utilizziamo modelli in materiale sintetico, personalizzabili e pensati per accompagnare il ritmo del gioco contemporaneo.
Schida, Guidizzolo (MN)
A Guidizzolo, utilizziamo una racchetta in legno per colpire una pallina fatta di stracci o fibre: gesti semplici che raccontano una storia condivisa dei paesi del Mantovano. Fino agli anni Sessanta, la Schida animava il retro delle osterie, trasformandole in luoghi di incontro e di sfida tra comunità e, spesso, la partita si concludeva con una bevuta in compagnia o una cena di piatti tradizionali, come la quaglia arrosto tipica del paese. Negli anni Duemila la Schida ha superato i confini locali, ritrovando spazio grazie alle iniziative del CSI di Mantova dedicate ai giochi tradizionali.
Rotoliamo, ruzzoliamo e vinciamo… in allegria!
Attraverso questi giochi, ci riconosciamo nelle comunità che li praticano, nei gesti tramandati di generazione in generazione, nel piacere semplice e universale di sfidarci e condividere momenti insieme. La Lombardia custodisce una rete vivace di tradizioni ludiche: scoprirle significa toccare con mano l’ingegno, la memoria e la socialità che rendono unici i nostri territori.