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Storie e tradizioni

Le Madonnine di Milano

Uno sguardo rassicurante sulla città 


C’è un legame speciale tra Milano e la sua Madonnina. Lo si percepisce camminando in Piazza del Duomo con il naso all’insù, seguendo la sua figura dorata che da secoli veglia sulla città. Ma le tradizioni non restano mai immutate: si trasformano, si rinnovano. Così, accanto alla prima e più celebre Madonnina, nel tempo se ne sono aggiunte altre quattro. 


In cima al cuore di Milano 


Tutto cominciò nel 1774, quando la statua della Madonnina del Duomo, opera dello scultore Giuseppe Perego e dell’orafo Giuseppe Bini, venne issata sulla guglia maggiore a 108,50 metri d’altezza.  
Alta oltre quattro metri, la figura dorata domina la città da allora, proteggendola con il suo sguardo e con un tocco di ingegno: la sua alabarda è un parafulmine mascherato, a ricordarci che la sua protezione è tanto simbolica quanto concreta. Da quel momento, la Madonnina diventa il vero emblema di Milano, la sua guida luminosa che ha attraversato tutte le epoche della città.  


Un limite d’altezza, per rispetto e tradizione 


Per secoli, la regola non scritta è stata chiara: nessun edificio doveva superare la Madonnina. Un misto di rispetto, superstizione e identità che ha plasmato lo skyline milanese. 
Negli anni Trenta, persino la Torre Branca di Giò Ponti fu limitata a 108 metri da una legge ad hoc, e la Torre Velasca nel 1957 si fermò a 106 metri. Tradizione rispettata finché il Grattacielo Pirelli, inaugurato nel 1960 e alto 127 metri, ruppe simbolicamente il limite. Ma lo fece, e continua a farlo, con eleganza e fedeltà: in cima al “Pirellone” viene collocata una copia della Madonnina alta 80 centimetri. 
Un gesto discreto, quasi segreto, ma profondamente milanese: anche quando guarda avanti, Milano non dimentica chi l’ha custodita dall’alto.

 

Le nuove torri e le nuove Madonnine  


Con il nuovo millennio, la città ha iniziato a correre verso il cielo, ma la Madonnina non ha mai smesso di seguirla. Nel 2010, con la realizzazione di Palazzo Lombardia (161,3 metri), sede della Giunta Regionale, una terza statua venne posata sulla sua sommità. 
Poi, nel 2015, è la Torre Allianz, nel complesso di CityLife, ad accogliere una quarta Madonnina 209,2 metri d’altezza. Infine, a completare la famiglia, c’è la Torre UniCredit: sulla sua guglia, che raggiunge i 231 m, si staglia una quinta statua della Madonnina, simbolo di continuità in una Milano che cambia forma ma non identità. 
Sotto lo stesso sguardo dorato 
Oggi Milano è una città che rappresenta insieme il passato, il contemporaneo e il futuro. Ma ovunque si guardi verso l’alto, un piccolo riflesso dorato ci ricorda che tutto parte da lì, dalla Madonnina del Duomo e dalla sua promessa di protezione. E noi, milanesi o viaggiatori curiosi, non possiamo che sentirci parte di quella luce che, da oltre due secoli, accompagna ogni trasformazione da sempre più in alto.


Sotto lo stesso sguardo dorato 


Oggi Milano è una città che rappresenta insieme il passato, il contemporaneo e il futuro. Ma ovunque si guardi verso l’alto, un piccolo riflesso dorato ci ricorda che tutto parte da lì, dalla Madonnina del Duomo e dalla sua promessa di protezione. E noi, milanesi o viaggiatori curiosi, non possiamo che sentirci parte di quella luce che, da oltre due secoli, accompagna ogni trasformazione da sempre più in alto. 

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2026 15:16