Arcumeggia, il borgo trasformato in una galleria d'arte
Un piccolo paese trasformato in una galleria d’arte
Arcumeggia, piccolo borgo in provincia di Varese, è forse il primo museo a cielo aperto d’Italia.
Dal 1956 le facciate delle sue case diventano tele per affreschi murari, creando un percorso artistico unico tra vicoli e piazzette. Artisti del Novecento come Aligi Sassu, Achille Funi, Ernesto Treccani e Remo Brindisi hanno lasciato qui il loro segno, raccontando mestieri, vita quotidiana e natura con pennellate vivaci.
Passeggiare tra arte e storia
Camminare per Arcumeggia significa immergersi in un racconto collettivo. I cortili conservano la memoria dei corsi estivi di affresco degli anni ’60, quando giovani delle Accademie di Belle Arti arrivavano qui per imparare questa antica tecnica. Ogni passo tra i vicoli ci permette di osservare dettagli che raccontano la passione degli artisti e la vita della comunità locale.
I luoghi da non perdere
Al centro della visita c’è la Casa del Pittore, nata nel 1957 per ospitare gli artisti in residenza: oggi conserva schizzi, bozzetti e cartoni preparatori delle opere murali. Sul sagrato della Chiesa di Sant’Ambrogio possiamo ammirare le 14 stazioni della Via Crucis, firmate da Brindisi, Carpi, Montanari, Usellini e altri.
Non mancano altre sorprese: la Via degli Allievi, con pannelli realizzati dagli studenti delle Accademie, uno spazio espositivo dedicato alle sculture in gesso di Giuseppe Cerini e Giovanni Vidini, e la Sangalleria, fondata dal fotografo Luigi Sangalli, che propone mostre d’arte contemporanea e fotografia.
Sospesi tra arte e natura
Arcumeggia ci offre anche scorci naturali straordinari: i vicoli e le piazzette si aprono sul verde della Valcuvia, regalandoci la possibilità di unire una visita culturale a una piacevole passeggiata all’aria aperta.
Non limitiamoci a guardare: camminiamo tra i suoi acciottolati, entriamo nei cortili, scopriamo gli affreschi nascosti e poi tuffiamoci nel verde. Solo così potremo sentire davvero lo spirito di un borgo che ha fatto dell’arte la sua identità.