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Storie e tradizioni

Giò, Giulia e il Pirellone

I falchi più famosi del web continuano a volare sopra Milano 


Tra le guglie del Duomo e i riflessi dei nuovi grattacieli, torniamo ad alzare lo sguardo in alto, verso il Pirellone, dove Giò e Giulia, la coppia di falchi pellegrini più conosciuta della Lombardia, torna puntuale ogni anno al loro nido sospeso a 125 metri d’altezza. Li osserviamo con la stessa curiosità e meraviglia di sempre, consapevoli che, anche in mezzo al ritmo frenetico della città, la vita sa trovare il suo spazio.  Il loro primo avvistamento risale al 2014, durante lavori di manutenzione sul tetto del grattacielo. Da allora la Regione ha predisposto per loro un nido artificiale e installato due webcam (1 e 2) che trasmettono in diretta la loro vita, giorno e notte
Dal 2016 la loro quotidianità è diventata un piccolo evento collettivo e migliaia di persone seguono ogni gesto. I corteggiamenti, la cova, la nascita dei pulli, il primo volo, in un racconto che intreccia natura e città, tecnologia e stupore.

 

La danza dell’amore nel cielo di Milano  


I due falchi sono una coppia stabile, fedele per la vita. Giò, il maschio, è più piccolo e dal petto biancastro; Giulia, la femmina, è più grande e riconoscibile per le sfumature giallastre e puntinate del piumaggio. I loro nomi sono un omaggio affettuoso a Giò Ponti, l’architetto che progettò il Grattacielo Pirelli, e alla moglie Giulia Vimercati.  Ogni anno, quando l’inverno lascia spazio alla luce nuova, i due falchi tornano a disegnare nel cielo di Milano la loro antica coreografia. Tra inchini, richiami e volteggi, il corteggiamento si trasforma in un vero e proprio balletto d’aria, dove la grazia incontra la forza. Poi, nel silenzio del nido sospeso, inizia la cova: un tempo di attesa e dedizione, in cui la vita si prepara a nascere. E quando i piccoli aprono le ali, la città si fa scenario di poesia: tra i riflessi dei grattacieli e le correnti del vento, il volo dei falchi del Pirellone racconta la bellezza di un equilibrio possibile tra natura e metropoli. 


Un piccolo grande legame con la città 


Dal 2016 a oggi, Giò e Giulia hanno dato alla luce trentasei falchetti, seguiti e osservati nei loro primi voli sopra la città. Alcuni hanno trovato la loro strada tra i cieli lombardi, altri si sono fermati troppo presto, ma ogni primavera, quando li vediamo tornare sul Pirellone, ci sembra di riconoscere in loro un pezzo di Milano naturale e sentimentale.  
In fondo, mentre li seguiamo con lo sguardo tra i riflessi del vetro e il rumore del traffico, ci scopriamo parte di quella stessa danza d’aria: un legame autentico e sensibile che unisce la vita di chi vola e di chi resta a guardare. 

Ultimo aggiornamento: 04 febbraio 2026 13:06