Sette luoghi in Lombardia dove ammirare le "stelle cadenti" la notte di San Lorenzo
Dai boschi del Varesotto ai cieli scuri della Valtellina
Basta poco: una coperta, un prato e la pazienza di stare fermi finché l'occhio si abitua all'oscurità. Poi il cielo di agosto si mette in moto, una scia dopo l'altra, e bisogna essere pronti a formulare un desiderio prima che il lampo di luce sparisca. È l'appuntamento che la tradizione ha cucito addosso alla notte di San Lorenzo e la Lombardia, con le sue montagne, i suoi altopiani e le sue valli lontane dall'illuminazione urbana, è tra i posti migliori d'Italia per viverlo.
Cosa sono davvero le “stelle cadenti”
Le stelle cadenti, in realtà, non sono stelle. Sono le Perseidi: briciole di roccia e polvere seminate lungo l'orbita della cometa 109P/Swift-Tuttle, che la Terra incrocia ogni estate e che bruciano nell'atmosfera a una sessantina di chilometri al secondo. Lo sciame resta attivo dalla seconda metà di luglio fino a fine agosto, e il 10 agosto è il giorno in cui il fenomeno di solito raggiunge il suo picco massimo. Per osservarlo al meglio, in un luogo abbastanza buio, non è necessario alcuno strumento. Bastano occhi riposati, perché la vista ha bisogno di una ventina di minuti per adattarsi all'oscurità, ed è consigliabile tenere spento lo schermo del telefono. L'ora migliore per gli avvistamenti è dopo la mezzanotte.
Il balcone di Varese
Il nome dice tutto: sopra Varese, a Punta Paradiso (1.226 metri), il Parco Regionale Campo dei Fiori ospita l'Osservatorio Astronomico "Giovanni Virginio Schiaparelli", nato nel 1956 per volontà di Salvatore Furia e ancora oggi cuore della Cittadella di Scienze della Natura. Con le sue tre cupole è il più grande osservatorio "popolare" del Paese, pensato cioè per il pubblico e non per la sola ricerca. Tutt'intorno, boschi e radure tagliate da decine di sentieri offrono angoli riparati dove basta sdraiarsi per osservare il cielo al meglio. La quota e la vista sull'arco alpino fanno il resto.
La conca sopra il lago di Como
Alle spalle del ramo comasco del lago, poco sotto i mille metri, il Pian del Tivano è un ampio ripiano erboso dove le Prealpi cominciano a farsi montagna. La sua forma raccolta lo tiene al riparo dal chiarore dei paesi a valle, e questo lo rende uno dei punti più scuri a portata di città. Ci si arriva in auto, si sceglie un prato e non resta che alzare la testa. Una soluzione comoda per chi vuole un orizzonte buio senza camminare troppo.
Il pianoro sulle Grigne
Sopra Lecco, incastonati sul fianco delle Grigne, i Piani Resinelli sono un vasto ripiano panoramico che di sera si affaccia sul lago e sulla pianura brianzola. Restano lontani quanto basta dalle luci per regalare un cielo pulito, e si raggiungono senza fatica su strada. Per la notte delle Perseidi, bastano un maglione e un plaid per sdraiarsi e il pianoro diventa un osservatorio a cielo aperto.
L'alto delle Orobie
Chi va a caccia del buio più fitto lo trova nelle Orobie Bergamasche. Qui la quota è alta e i paesi sono lontani, due condizioni che tengono le luci fuori portata e lasciano il firmamento nitido fino all'orizzonte. I valichi più accessibili, come il Passo della Presolana, offrono affacci larghi e comodi da raggiungere anche in serata. Salire in alto costa qualche tornante in più, ma le stelle cadenti, lassù, si moltiplicano.
Sopra Brescia, verso i passi
Non serve andare lontano nemmeno da Brescia. Il Monte Maddalena chiude la città a est ed è la prima altura che i bresciani salgono per trovare il fresco e un orizzonte sgombro: la strada arriva quasi in vetta e il centro città resta abbastanza in basso da non dare fastidio. Per un nero più deciso conviene proseguire verso i passi delle Prealpi bresciane, dove i lampioni si diradano e lo sciame delle Perseidi si mostra per intero. Un itinerario che si può raggiungere a tappe, partendo dal belvedere sulla città e spingendosi poi nell'oscurità della montagna.
La Valtellina che abbassa le luci
La Valtellina offre diverse possibilità per ammirare al meglio il fenomeno. A due passi da Sondrio, l'Osservatorio Astronomico "Giuseppe Piazzi" di Ponte in Valtellina è il più alto della regione, e per le Perseidi organizza serate di osservazione guidata. Più su, a Livigno, ogni anno, il 10 agosto, si festeggia la "Notte Nera": i lampioni del centro restano spenti e il buio si riprende le strade, in una delle serate più suggestive dell'estate lombarda.
Tra le colline dell'Oltrepò
A sud del Po il paesaggio cambia, ma in campagna il cielo resta scuro. Le colline dell'Oltrepò Pavese, ondulate e coltivate a vigna, offrono orizzonti aperti e borghi silenziosi da cui guardare in alto. A Cecima (Pavia), in Valle Staffora, l'Osservatorio Astronomico e Planetario di Cà del Monte apre le sue serate con telescopi e planetario digitale, con appuntamenti dedicati proprio alle notti di picco dello sciame. Attorno, i belvedere delle cantine si prestano a stendere una coperta, magari con un calice di vino del posto a portata di mano. La scelta perfetta per chi vuole vivere la notte stellata in compagnia e, perché no, in modo conviviale.
Un cielo alla portata di tutti
Che si scelga la cupola di un osservatorio o il prato dietro casa, San Lorenzo resta un rito che non richiede attrezzatura particolare. La Lombardia offre diversi luoghi alla portata di tutti per vivere al meglio la notte stellata più suggestiva dell'anno, dal Campo dei Fiori alla Valtellina, dalle Grigne alle vigne dell'Oltrepò, lasciando a ciascuno il suo pezzo di buio da osservare. E, da ognuno di questi luoghi, è possibile lasciare finalmente spazio all'immaginazione, immergersi nella natura e nel firmamento e attendere la scia di luce a cui affidare il proprio desiderio.