Riserva Naturale di Monticchie: un viaggio tra acqua, boschi e storia
Un angolo nascosto della pianura padana
Entriamo nella Riserva di Monticchie, un luogo della pianura padana in cui l’acqua, i boschi e la fauna convivono da secoli. Qui possiamo camminare tra canali, sorgive e boschi umidi, osservare aironi, uccelli rari e piccoli animali, e scoprire un paesaggio che racconta anche la storia delle terre circostanti e di chi le ha abitate.
La riserva copre 250 ettari di campi agricoli, canali, sorgive e boschi igrofili. Camminando tra i sentieri, possiamo vedere come le acque sotterranee risalgano in superficie formando zone umide essenziali per le piante e gli animali. Le diverse caratteristiche del suolo, dalla ghiaia dell’alta pianura ai terreni più argillosi della bassa pianura, modellano un paesaggio unico, fatto di terrazzi alluvionali e piccole colline create dai fiumi nei millenni.
Una storia di protezioni
Le opere di tutela ebbero inizio a partire dagli anni Sessanta, quando la riserva fu inclusa tra le Zone di ripopolamento e cattura, per concludersi negli ultimi anni Ottanta quando Monticchie venne finalmente riconosciuta come Riserva Naturale Regionale. Passeggiando qui, sentiamo quanto sia preziosa la protezione di queste zone, che collegano natura e agricoltura e conservano ecosistemi naturali tipici della pianura lombarda.
Vita nella Riserva
La flora di Monticchie è ricca e rigogliosa, ed ospita nei punti più umidi canneti misti di cannuccia di palude e tifa, quercia farnia, olmo e acero campestre. Il bosco ospita ontani neri, salici bianchi e saliconi, mentre il sottobosco è ricco di sanguinello e sambuco nero, campanellino estivo ed equiseto. Le sorgenti e i canali accolgono anche specie acquatiche come le callitriche e la lenticchia d’acqua.
Anche la fauna qui è molto variegata: durante il nostro cammino possiamo incontrare diverse specie di mammiferi, tra cui la donnola, il tasso e la lepre. Tra anfibi e rettili troviamo rana di lataste, tritone, biacco, ramarro e il raro orbettino, mentre le acque ospitano il gambero di fiume, segno della loro qualità. L’aspetto di maggior interesse faunistico è rappresentato dall’avifauna: nella riserva c’è una garzaia che ospita una colonia di circa 600 coppie di aironi: nitticora, garzetta e airone cinerino, quest’ultimo presente qui dal 1988. Con un po’ di fortuna, possiamo anche osservare il cuculo, la poiana, il gruccione, il picchio, e il colombaccio.
Dove natura e storia si intrecciano
Il Comune di Somaglia, a cui è affidata la gestione della Riserva, un tempo sorgeva come baluardo a difesa dei territori feudali milanesi. Nei dintorni di Somaglia si estendevano a perdita d’occhio fitti boschi e vaste paludi, in paesaggi segnati dal passaggio del Lambro e del Po, creando le condizioni perfette per attività come pesca, caccia e pascolo del bestiame. Nonostante le numerose opere di bonifica del territorio, Somaglia conserva tracce significative della propria storia secolare in diversi complessi di cascine e mulini, nella Chiesa Parrocchiale e nel Castello Cavazzi, recentemente restaurato dall'Amministrazione Comunale.
Un’esperienza da vivere
Visitando Monticchie possiamo osservare un ecosistema unico e respirare la storia secolare di queste terre. Ogni passo tra boschi, canali e aironi ci ricorda quanto sia importante proteggere questi luoghi. È un’esperienza che unisce natura e storia in un percorso che possiamo vivere con tutti i sensi.
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