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Riserve naturali

Riserva di Villa Biscossi: una storia di protezione e rinascita

Un angolo di natura da riscoprire 


Visitiamo la Riserva di Villa Biscossi per scoprire come la natura possa resistere e rinascere anche dopo gli interventi dell’uomo. La Riserva si estende sui territori dei comuni di Lomello e Villa Biscossi, poco a nord della villa settecentesca che le dà il nome. Passeggiando tra i canali e i boschi, possiamo immaginare come doveva essere un tempo, prima dei grandi disboscamenti. 
All’inizio degli anni ’70 l’area ospitava una delle colonie di aironi più numerose d’Italia. Per proteggerli, la regione inserì la zona tra i luoghi soggetti a tutela ambientale. Successivamente, però, disboscamenti e la costruzione di un pioppeto industriale portarono all’abbandono della garzaia. Nonostante i danni, la regione riconobbe comunque la zona come riserva naturale, dimostrando l’impegno a salvaguardare il territorio. 


Progetti di rinascita e tutela scientifica 


Negli anni ’90 fu avviato un progetto per ripristinare l’ambiente umido, rendendolo adatto alla riproduzione degli aironi e degli altri uccelli acquatici. L’intervento fu così importante che nacque la Stazione sperimentale regionale nella garzaia di Villa Biscossi, dedicata alla ricostruzione degli habitat di nidificazione degli Ardeidi coloniali. 


 Il tempo della natura 


Visitando la riserva, possiamo sentire come la natura si stia lentamente riprendendo i suoi spazi. Ogni canale, ogni bosco e ogni uccello ci raccontano la forza e la pazienza dell’ambiente. La Garzaia di Villa Biscossi ci invita a fermarci, osservare e rispettare un luogo dove la vita torna, passo dopo passo, a patto di lasciare alla natura il giusto tempo per adattarsi di nuovo. 

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Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026 11:53