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Parchi

Il Parco delle Orobie Bergamasche, regno dell’acqua e dei boschi

Punti panoramici alti tremila metri 


Esistono montagne che cambiano volto salendo di quota. Cambiano nel terreno, nelle foglie degli alberi, negli animali che si incontrano sui sentieri. Il Parco delle Orobie Bergamasche è un tripudio di forme, colori e altitudini diverse dove la montagna non è mai la stessa. Salendo di quota, metro dopo metro, il paesaggio si trasforma insieme alla fauna che lo popola. 

Dai boschi alla roccia nuda: una vegetazione che muta 

Partiamo dal fondovalle a 450 metri ed entriamo nel bosco, il primo dei due grandi protagonisti delle Orobie. Camminiamo tra faggi, abeti rossi e abeti bianchi mentre saliamo di altitudine. A quote intermedie incontriamo lariceti, praterie alpine e pascoli d’alta quota, fino a quando la vita diventa più difficile per le piante verdi. Ecco che arriva la roccia nuda, la neve persistente, e una vita che si adatta a condizioni estreme.  

Uno sguardo verso le cime 

Alziamo lo sguardo verso l’alto e ammiriamo le cime di questa parte di Lombardia. Vediamo il Pizzo dei Tre Signori, che segna il confine nord-occidentale del parco, il Pizzo Arera nel settore prealpino, e più a nord, nell’alta Val Seriana, il Pizzo Coca, la montagna più alta delle Orobie con i suoi 3.050 metri. Accanto a lui si innalzano il Pizzo Redorta, a Punta Scais e il Pizzo del Diavolo di Tenda. Ogni vetta racconta una storia di roccia, ghiaccio e fatica, ed è una meta amata da escursionisti e alpinisti. 

A tu per tu con le aquile
 
Anche la fauna alpina è protagonista di questi ambienti. Con un po’ di fortuna possiamo osservare specie di grande valore naturalistico, come la pernice bianca e l’aquila reale, simbolo delle alte montagne. Aguzzando la vista, potremmo scorgere lo stambecco, reintrodotto con successo e ormai nuovamente parte del paesaggio alpino. 

L’acqua, una presenza costante 

La seconda protagonista di queste montagne, dopo il bosco, è l’acqua. Ruscelli, torrenti e fiumi nascono spesso da piccole conche scavate dagli antichi ghiacciai e, nelle parti più alte, si trasformano in spettacolari cascate. Alcune di esse sono diventate veri e propri simboli delle valli bergamasche, legando natura, storia e turismo. E poi ci sono i laghi: oltre cento specchi d’acqua disseminati tra le medie e le alte quote. Laghi naturali e laghi artificiali, creati dall’uomo per la produzione di energia elettrica, che oggi appaiono come autentici gioielli incastonati tra boschi, pascoli e pareti rocciose. 

Una montagna tutta da scoprire 

Con una superficie di oltre 70.000 ettari e un’escursione altimetrica che va dai 450 ai 3.050 metri sul livello del mare, il Parco delle Orobie Bergamasche ci invita a lasciarci sorprendere e innamorarci della natura. Immergiamoci nei panorami mozzafiato e prendiamo un bel respiro. C’è ancora tanto da scoprire. 

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Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026 11:48