Il Bosco delle Querce: un mosaico di acqua, suolo e natura
Un paesaggio modellato dal tempo
Il Bosco delle Querce è un’area verde di quasi 43 ettari, che si colloca a circa 210 metri sul livello del mare, in quella che viene chiamata “alta pianura”.
Ci troviamo in una zona di passaggio tra due paesaggi molto diversi tra loro. Da un lato, verso nord, iniziano le prime colline formate dai ghiacciai di migliaia di anni fa; dall’altro, verso sud, si estende una vasta pianura modellata dai fiumi che scorrevano alla fine dell’ultima era glaciale. Percorriamolo, e scopriamo quali tesori nasconde questo piccolo gioiello della Brianza.
Corsi d’acqua sopra e sotto il suolo
Il terreno sotto i nostri piedi è composto soprattutto da ghiaia e sabbia, materiali che lasciano filtrare facilmente l’acqua. A una profondità di circa 30–50 metri si trova invece uno strato di argilla, molto più compatto, che funziona come una sorta di “barriera naturale”. Su questo strato scorre la falda acquifera, cioè l’acqua sotterranea.
Guardando ai corsi d’acqua in superficie, l’area a ovest del Bosco delle Querce è particolarmente ricca di piccoli torrenti e ruscelli. Questi nascono sull’Altopiano delle Groane e confluiscono nel torrente Seveso. Uno di questi corsi d’acqua costeggia per un lungo tratto il Bosco delle Querce: raccoglie le acque di un territorio molto ampio, che arriva fino al lago di Montorfano, e poco dopo il Bosco si unisce al Seveso.
Prima dei segni lasciati dall’uomo: uno sguardo al passato
Chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare questo luogo in un’epoca lontana. In passato, prima delle trasformazioni operate dall’uomo, la zona era coperta da boschi di latifoglie. La composizione di questi boschi variava a seconda del tipo di terreno e del suo grado di alterazione. Tra le formazioni più diffuse c’erano boschi di querce, betulle e carpini, accompagnati in alcune aree da ornielli e altre specie tipiche dei boschi collinari. Cosa resta oggi di quel paesaggio?
Biodiversità: la ricchezza del Parco
Ancora oggi, nei boschi rimasti nei dintorni, si possono osservare molte delle piante che un tempo caratterizzavano l’area: querce come la farnia e la rovere, pino silvestre, betulla, carpino bianco, ontano nero e salice. Tra gli arbusti sono comuni corniolo, rovo, biancospino, nocciolo e sambuco. Il sottobosco ospita anche piante erbacee caratteristiche, come l’erica e la molinia, una graminacea tipica dei terreni umidi.
Il Marchio del Patrimonio Europeo
Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda (Monza e Brianza) ha ottenuto un importante riconoscimento della Commissione europea: il Marchio del Patrimonio Europeo. Un riconoscimento attribuito ai luoghi che hanno svolto un ruolo significativo nella storia, nella cultura e nel processo di integrazione dell’Unione europea. La decisione è stata assunta sulla base delle raccomandazioni del panel indipendente di esperti incaricato di valutare le candidature presentate dagli Stati membri.
Il Bosco delle Querce diventa così il primo sito in Lombardia a ottenere il riconoscimento e il sesto in Italia, entrando a far parte della rete dei luoghi simbolo della memoria, dell’identità civile e della cittadinanza europea.
Un luogo che conserva le tracce del passato
Il Bosco delle Querce è un luogo prezioso, dove è ancora possibile leggere la storia del paesaggio e scoprire come acqua, suolo e vegetazione abbiano modellato nel tempo questo angolo di Lombardia.
Il luogo ideale per immergersi nel presente della natura, volgendo lo sguardo alle tracce del passato.
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