Il Serio e il suo parco: un percorso naturale
Dove il fiume cambia il volto del paesaggio
Seguendo il corso del fiume Serio, ci muoviamo lungo un territorio in continuo mutamento. Dallo sbocco della valle montana fino alla confluenza con l’Adda, il parco ci accompagna in un viaggio fatto di trasformazioni naturali e interventi umani, dove l’acqua a tratti scompare sottoterra, per riapparire ridisegnando il paesaggio che attraversiamo.
Il fiume che si inabissa e ritorna
Nel primo tratto, tra Seriate e Mozzanica, osserviamo un fenomeno sorprendente: le acque del Serio si inabissano nel sottosuolo, lasciando il letto del fiume come una vasta distesa di ghiaie, le cosiddette gere. Proseguendo, la falda riemerge e il fiume ritrova un alveo più definito: qui incontriamo aree umide e zone di acque stagnanti, anche se il loro sviluppo naturale è oggi limitato da arginature e bonifiche agricole. Restano oggi pochi nuclei di vegetazione di valore, come quelli protetti nella Riserva naturale di Palata Menasciutto.
Agricoltura, cave e segni della storia
Camminando lungo il parco, ci rendiamo conto di quanto l’agricoltura caratterizzi questo paesaggio: pioppeti e coltivazioni cerealicole si estendono a perdita d’occhio. Le rive del fiume portano anche i segni evidenti dell’escavazione di sabbia e ghiaia, che ha dato origine a numerosi laghi di cava, oggi parte integrante dello scenario. In questo contesto spiccano anche le testimonianze storiche, come il Castello di Malpaga, che ci ricorda come questo territorio sia stato abitato, difeso e vissuto nei secoli.
Un paesaggio da leggere lungo il fiume
Attraversando il Parco del Serio impariamo a osservare un territorio complesso, dove natura, acqua e attività umane si intrecciano continuamente. Seguendo il fiume, cogliamo le sue fragilità e le sue risorse, riconoscendo il valore di un paesaggio che cambia forma ma continua a raccontare la propria storia, chilometro dopo chilometro.
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