Esplorare il Parco del Campo dei Fiori
Tra rilievi, musei e memorie
Il Parco Regionale del Campo dei Fiori ci accoglie come uno spazio fatto di rilievi, vallate, ambienti protetti e luoghi di conservazione del sapere. Nel nostro cammino incontriamo riserve naturali, sentieri, musei e case d’artista che raccontano, ognuno a suo modo, il valore di questo territorio.
Il paesaggio naturale del Parco
All’interno del Parco ci muoviamo tra rilievi e vallate che ne definiscono i confini naturali, attraversiamo ambienti protetti di grande valore e seguiamo una rete di sentieri che ci guida alla scoperta dei suoi luoghi più significativi. Montagne, riserve, percorsi e monumenti naturali diventano così le chiavi di lettura con cui esploriamo il territorio e ne comprendiamo la ricchezza e la varietà.
Montagne e vallate
Camminiamo tra il Massiccio del Campo dei Fiori e quello del Monte Martica, che insieme formano il cuore del Parco. Da qui lo sguardo si apre sulla zona collinare varesina, sulla pianura Padana e sui piccoli laghi incastonati tra i rilievi. Riconosciamo i confini naturali del Parco seguendo il solco della Valcuvia a nord e nord-ovest, la Valganna a est, mentre a sud la presenza della città di Varese e della strada verso Laveno segna il limite tra ambiente naturale e spazio urbano.
Riserve e ambienti protetti
Attraversiamo sei Riserve naturali che custodiscono gli ambienti più rappresentativi del Parco. Nelle aree umide del Lago di Ganna, del Lago di Brinzio, della Torbiera Pau Majur e della Torbiera del Carecc osserviamo ecosistemi delicati e preziosi. Saliamo poi nella Riserva del Monte Campo dei Fiori, dove incontriamo un articolato sistema carsico sotterraneo, pareti calcaree e ampie faggete con presenza di abete rosso. Nella Riserva della Martica-Chiusarella ci soffermiamo tra i prati ricchi di specie rare di flora e fauna invertebrata.
Sentieri e monumenti naturali
Una rete di sedici sentieri principali, ben segnalati e facilmente percorribili, ci permettono di esplorare l’intero Parco. Incrociamo itinerari di lunga percorrenza come il sentiero europeo E1, il sentiero del Giubileo, la Via Verde Varesina e l’Anulare Valcuviano. Lungo il cammino scopriamo anche otto Monumenti naturali: piccoli luoghi, disseminati nel territorio, che attirano l’attenzione per il loro particolare valore naturalistico.
Tre musei per leggere il parco
Entriamo nei musei del Parco come in spazi di approfondimento e di sosta, dove ciò che abbiamo incontrato all’aperto si arricchisce di nuovi significati. Attraverso l’arte, la scienza e le storie personali, questi luoghi ci aiutano a comprendere meglio il paesaggio, la natura e le comunità che hanno abitato e trasformato il territorio nel tempo.
Il Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese
Entrando nel Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese ci confrontiamo con una raccolta eterogenea che comprende dipinti di scuola lombarda, emiliana, fiamminga e olandese, reperti legati alle diverse fasi architettoniche e decorative del Santuario, codici miniati, monete, medaglie, ceramiche, pallii e paramenti liturgici.
Nel nuovo allestimento museale riconosciamo l’intento di valorizzare ed esaltare i reperti del Santuario di Santa Maria del Monte, al cui fianco il Museo è incastonato. Le testimonianze scultoree dei secoli XII-XV, come la Madonna col Bambino, divenuta il simbolo stesso del Museo, e il pulpito tardo cinquecentesco, assumono un linguaggio più coinvolgente e ci restituiscono in modo diretto i segni della fede delle generazioni che ci hanno preceduto.
Concludendo il percorso, entriamo nelle nuove sale dove trova spazio la sezione di arte sacra contemporanea, di carattere monografico mariano. Qui le opere di artisti come Bodini, Buffet, Carpi e Guttuso dialogano con la lunga tradizione artistica ispirata dal culto della Madonna del Monte. Grazie all’uso di strumenti di comunicazione multimediale, possiamo infine osservare anche l’antica cripta dell’XI secolo con gli affreschi del XIV secolo, normalmente non accessibile al pubblico per motivi tecnici, ampliando ulteriormente la nostra comprensione del luogo e della sua storia.
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Museo Insubrigo di storia naturale di Induno Olona
Entrando nel Museo Insubrico di Storia Naturale di Induno Olona ci troviamo in uno spazio che le cui collezioni sono profondamente legate al territorio varesino.
Ci soffermiamo sulla collezione mineralogica e sulla collezione di fossili, soprattutto resti di pesci, crostacei, rettili e vegetali, tra cui spiccano tre esemplari di Lariosaurus Valceresii, risalenti a circa 215 milioni di anni fa.
Il percorso ci conduce poi verso reperti di grande valore paleontologico, come i resti dell’Orso delle Caverne, rinvenuti durante gli scavi nella grotta Fontana Marella sul Monte Campo dei Fiori. Accanto a questi materiali troviamo un ampio patrimonio botanico: un erbario con oltre 1.400 campioni e un erbario micologico con più di 1.700 campioni di piante essiccate.
Nella sala di zoologia osserviamo oltre 700 animali tassidermizzati di provenienza locale, insieme a collezioni di anfibi, rettili e crostacei conservati in alcool. Il percorso espositivo comprende anche una xiloteca con le principali specie arboree della zona e cinque vetrine che ospitano riproduzioni in resina di funghi di interesse locale. A completare il quadro, l’archivio fotografico del museo conserva più di 8.000 diapositive.
Museo Pogliaghi
Raggiungendo il Museo Pogliaghi ci troviamo nel cuore del borgo del Sacro Monte di Varese, nella casa in cui Lodovico Pogliaghi visse dal 1885 fino alla sua morte, avvenuta nel 1950. Qui l’artista costruì progressivamente la sua casa-museo, ricca di opere e oggetti raccolti dall’artista nel corso degli anni. Nella Sala Rosa riconosciamo le specchiere di Murano del XVIII secolo, accostate a ceramiche e mobili antichi. Nella Sala del Tesoro osserviamo una straordinaria varietà di oggetti: dal presepe napoletano ai tappeti, dalle opere del Giambologna e del Bernini ai reperti archeologici, fino al telamone del XII secolo. La Stanza dello Scià riproduce in scala ridotta un progetto ideato da Pogliaghi per la residenza dello Scià di Persia e custodisce, tra le altre cose, sarcofagi egiziani di grande valore.
Proseguendo, entriamo nell’Esedra dei Marmi Antichi, dove sono conservati la statua acefala di Dioniso e numerosi oggetti etruschi, greci e romani. Nella Stanza dello Studio troviamo alcune opere dello stesso Pogliaghi, tra cui spicca il grande gesso che riproduce a grandezza naturale la Porta Centrale del Duomo di Milano, realizzata dall’artista nel 1908.
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Un patrimonio culturale e naturalistico
Concludiamo il nostro percorso con la sensazione di aver attraversato un territorio complesso e stratificato. Il Parco del Campo dei Fiori non è solo un insieme di ambienti naturali, ma un sistema vivo in cui sentieri, riserve e musei si intrecciano. Qui natura, arte e ricerca dialogano continuamente, invitandoci a tornare, a osservare con attenzione e a riconoscere il valore profondo di un patrimonio che continua a raccontare storie, a chi sa ascoltarle.
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